la proposta M5S per Agenda Digitale

  1. La Larga Banda della Pubblica Amministrazione

Pillar di riferimento: Pillar 4 – Larga Banda

individuazione e analisi di bisogni e requisiti. Si raccomanda, ove possibile, descrivere una mappa degli interessi espressi/riferibili da/agli stakeholder;

Il progetto propone una proposta concreta per realizzare un’infrastruttura di rete, efficiente e ricca di servizi, di proprietà del Comune con un impatto calcolato sul bilancio comunale. Un tempo esisteva AEM che posava infrastrutture di TLC e fibre ottiche contemporaneamente agli scavi per realizzare o mantenere la rete elettrica. Si è così realizzata una rete capillare sul territorio milanese di proprietà del Comune. La privatizzazione di AEM ha permesso la costituzione di e-Biscom, di seguito Fastweb e Metroweb. In virtù di quell’accordo di privatizzazione il Comune ha ottenuto l’usufrutto gratuito del 15% delle infrastrutture di AEM fino al 2015. Nonostante ciò, nel 2005, sotto l’Amministrazione Moratti, è stato pubblicato un Appalto Pubblico per l’acquisizione di fibre ottiche spente: Campus 2. L’Appalto è stato aggiudicato a Telecom Italia per 14,5 milioni di Euro. Il contratto è in scadenza nell’aprile 2014. Con questo Appalto il Comune di Milano si è dotato di fibre ottiche spente per interconnettere 703 siti comunali nell’ottica di rilasciare servizi di connettività Intranet voce-video-dati. Il progetto è stato nominato Campus 2. L’”accensione” delle fibre ottiche con apparati di rete in grado di erogare servizi voce-video-dati è oggetto di un altro Pubblico Incanto, aggiudicato a British Telecom e Siemens. Anche questo contratto è in scadenza nell’aprile 2014. La storia di Milano ci fa capire che c’è stata una mala gestione dei denari pubblici a discapito degli interessi dei cittadini (Milano ha perso la proprietà della rete in fibra ottica) e a favore degli interessi degli Operatori.

Analogamente a livello nazionale si intende favorire l’intervento degli operatori facendo pagare ai cittadini due volte: la prima con la quota parte di tasse destinate al progetto “Digital Divide” e la seconda costringendo il cittadino ad acquistare un abbonamento dall’operatore aggiudicatario della gara.

Infatti per abbattere il digital divide in Italia, anzi in particolare in Regione Lombardia, “in data 31 luglio 2008 è stato firmato un Accordo di Programma Quadro tra Regione Lombardia, il Ministero dello Sviluppo Economico e il Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione, CNIPA, finalizzato allo sviluppo della società dell’informazione sul territorio regionale. (Milano esclusa in quanto non considerabile in digital divide). Infratel, società di scopo del Ministero dello Sviluppo Economico, collaborerà con alcune province per sviluppare progetti sia di estensione della copertura a banda larga nelle aree in digital divide sia di potenziamento del servizio laddove considerato non adeguato alle esigenze del territorio. Le risorse statali impegnate sono pari a 6.688 430 €. La società Infratel si è impegnata all’impiego di risorse pari a 20M €. Il modello Infratel prevede la stesura di una rete in fibra ottica di proprietà pubblica, secondo le quote parte investite dalle province e da Infratel stessa. Tale rete, sarà affittata agli operatori, che ne facciano richiesta di accesso, per l’erogazione del servizio all’utente finale. Il termine per la realizzazione dei progetti sarà nel 2011.

Alla fine del 2011 avremo, nella migliore delle ipotesi, alcuni operatori che avranno affittato alcune sezioni dell’infrastruttura realizzata (solo nelle zone d’interesse nelle quali sono scoperti), quindi con scarso e incerto rientro da parte dell’Ente appaltante. Di contro sarà comunque l’operatore che ha affittato che deciderà il posizionamento della propria offerta. Considerando che nel mercato il “gratis” non esiste e comunque, giustamente, gli operatori sono realtà a scopo di lucro, il cittadino potrà navigare in Internet ma comprando un “prodotto” e non usufruendo di un servizio, pur disponibile grazie a (forse e parzialmente) un’infrastruttura realizzata con soldi pubblici (ancora una volta i soldi del cittadino…).

Quindi la proposta: La mia proposta coincide con il progetto che il Movimento 5 Stelle sta portando avanti a Milano proprio per la sua declinazione territoriale di Lista Civica. Oggi internet rappresenta uno strumento imprescindibile per l’economia e lo sviluppo di un paese, ed è l’unico media attraverso cui è ancora possibile fare e avere informazione libera. L’accesso a Internet è un diritto di tutti e la PA deve erogare servizi digitali ai cittadini.

Il M5S vede la connettività (Internet) come un BENE COMUNE, come lo è l’acqua (altra stella del movimento).

Nel progetto CONNETTIVITA’ del M5S si definisce l’attuabilità di un’infrastruttura di rete con identiche caratteristiche di Campus 2, però di proprietà del Comune di Milano. Il progetto può essere reso esecutivo e in opera in 2 anni ma finanziato in 5 anni con base d’asta inferiore a quella di Campus 2, al netto dei servizi di manutenzione e gestione che rimarrebbe in outsourcing. Ribadisco il concetto di CONTO CAPITALE, cioè il Comune (quindi noi cittadini) diventiamo proprietari della rete e non “bruciamo” denaro pubblico in canoni (spesa corrente).

Il progetto si pone tre macro obiettivi.

risultato che si intende ottenere;

L’approccio prospettato per Milano può essere di tutti i Comuni e di tutte le Provincie, proprietarie delle strade e dei collettori fognari che interconnettono i comuni realizzando così una rete capillare. Non dobbiamo aspettare gli operatori o, peggio, pagare gli operatori perché abbattano il digital divide (vedi gara nazionale recepita dalla Regione Lombardia). Deve essere la Pubblica Amministrazione e la Pubblica Amministrazione Locale. Quindi ben vengano i finanziamenti governativi, ma questi siano tesi alla realizzazione di un’infrastruttura di rete capillare a livello comunale e che interconnetta i comuni a livello provinciale. La rete realizzata sia di supporto per la connettività, a costo pari a zero, verso Internet e verso i servizi digitali del Comune ai propri cittadini/residenti che ne usufruiscono negli spazi comunali, e a tempo per i non residenti. Inoltre la rete realizzata può essere affittata spenta agli Operatori per abbattere il Digital Divide e moltiplicare l’offerta sul territorio. Ai finanziamenti aggiungiamo i risparmi che si introdurrebbero per le Amministrazioni Locali grazie all’utilizzo di un’infrastruttura di rete propria (telecamere sul territorio, interconnessioni tra edifici comunali, servizi in mobilità sul territorio…).

descrizione proposta di iniziativa regolamentare e/o legislativa.

Alcune actions:

  1. Contratti quadro con fornitori di tecnologie per infrastruttura geografica (cavo f.o., apparati C-WDM, …)
  2. Analisi dell’asset TLC dei principali Comuni e delle Province;
  3. Geomarketing TLC;
  4. Definizione piano economico e strategico dei principali Comuni e delle Province;
  5. Sviluppo di progetti di infrastruttura a livello comunale, provinciale e regionale.

 

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Informazioni su alexcurti

se vuoi costruire una barca non radunare uomini per tagliare legna, impartire ordini e dividere i compiti, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito.
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3 risposte a la proposta M5S per Agenda Digitale

  1. Pingback: Alex Curti @PA Forum | Digital Divide @Milano

    • alexcurti ha detto:

      Grazie Ileana
      Questo vuol dire che il modello è sano sia dal punto di vista tecnico sia di business.
      Comunque la pubblica amministrazione locale e centrale può e deve dire la sua. Su questo ci batteremo proprio a Milano con il movimento 5 stelle.

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