quando incroci #Vidyo …

Mi occupo di videoconferenza dal 1993, dal primo CLI Compression LAB Institute … Un codec della dimensione di un condizionatore che ho collegato al ponte radio del Politecnico di Milano per la didattica a distanza, così si chiamava, tra Milano e Como.
Ho seguito le evoluzioni della videoconferenza, da ISDN a IP, da Hardware a Software, la prima comparsa dei Gatekeeper, dei Gateway, delle MCU (anche queste grandi come frigoriferi e costose come un monolocale in Brera).
I primi portali (il Click to Meet di FVC), le prime webconference (Spotlight di Arel). Per arrivare ai “treni” Polycom e Tandberg che hanno dettato legge e con i quali (TANDBERG in particolare, ora parte di Cisco) mi sono divertito in qualità di Global Project Manager su progetti internazionali di Telepresence (nuova definizione): FINMECCANICA, AnsaldoSTS, Wind, …
Tutto questo per dire, che quando mi sono imbattuto in Vidyo –tecnologia basata su un nuovo concetto di codec e su un’architettura distribuita che riesce a restituire qualità su qualsiasi device e sotto qualsiasi rete – sono rimasto (tecnologicamente) stregato.
Opher Shapiro, il fondatore di Vidyo, ha inventato e brevettato un nuovo codec adattativo SVC che si è contrapposto, nel 2005, al diffuso codec AVC sul quale tutti i sistemi di videoconferenza dell’epoca erano basati. Il codec SVC è stato disruptive, e ora, nel 2015, tutti i sistemi di videoconferenza, di telepresenza, di webconference utilizzano il codec SVC (pagando le royalties a Vidyo).
In questo video si vedono le differenze qualitative tra AVC e SVC.

Un altro brevetto disruptive di Vidyo consiste nell’architettura distribuita e non centralizzata, come utilizzata da tutti i vendor legacy (H.323 e SIP) con le loro MCU e dai vendor di webconference con i loro server centrali. Shapiro ha costruito un’architettura di topologia distribuita con il VidyoRouter come elemento fondamentale.
Il VidyoRouter NON decodifica e ricodifica come fanno le MCU tradizionali (delay 200 ms e grande potenza di calcolo e quindi costi elevati per porta) ma effettua unicamente il “routing” (instradamento) demandando al device la decodifica dei flussi audio e video.
Risultato: delay intorno ai 10 ms (quindi nulla) e prestazioni commisurate alla potenza di calcolo del device e alla rete sotto la quale è accampato. Infatti la combinazione del routing e del codec adattativo SVC fa si che lo smartphone sotto 3G invii e riceva la quantità di dati ottimale che sarà sicuramente inferiore alla quantità di dati elaborata da un MAC Book Pro collegato alla fibra ottica 100MB di un noto provider milanese.
Prestazioni ottimali, scalabilità, affidabilità, adattabilità, costi contenuti: tutte queste variabili hanno fatto si che il CNR abbia realizzato la più grossa rete di telepresenza (dashboard CNR) e che Google abbia scelto Vidyo per erogare il servizio gratuito di multivideoconferenza con Google Hangouts.

Vidyo è una tecnologia “disruptive” e ha sovvertito le regole del mercato della videoconferenza conquistando in pochi anni il “Magic Quadrant” di Gartner ed entrando nella classifica del MIT delle 10 compagnie disruptive al fianco di Tesla, SpaceX, …

Vidyo si adatta infatti a qualsiasi modello di business:
onPremise: il Cliente acquista l’infrastruttura e la installa nel proprio (Private) Cloud.
Vidyo as a Service: il Cliente acquista la NUA Named User Account che da accesso all’infrastruttura del Provider.
Alfa Telematica propone Vidyo in entrambe le modalità.

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se vuoi costruire una barca non radunare uomini per tagliare legna, impartire ordini e dividere i compiti, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito.
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2 risposte a quando incroci #Vidyo …

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