#AgendaDigitale Lombarda: come cambiare il processo di digitalizzazione? #ADL

Dove c'è DIGITALE la crisi è inferiore

Dove c’è DIGITALE la crisi è inferiore

Partendo dall’azione Generazione Web Lombardia – GWL dell’Agenda Digitale Lombarda – ADL, vorrei provare a ragionare sul processo cercando di capire come ottimizzarlo anche in relazione delle indicazioni riportate nel documento programmatico “Crescita Digitale” redatto dal Consiglio dei Ministri nel Novembre 2014.

Quadro Generale e Contesto di Riferimento
La Comunità Europea destina parecchi milioni di Euro per la digitalizzazione.
Il dato inquietante è che, dal 2007 al 2013 con i programmi quadro per la ricerca, l’Italia ha “perso” circa 400 milioni di € l’anno, cioè il saldo tra soldi dati e soldi ricevuti ha un bel passivo di 2,8 miliardi.
Così anche lo Stato centrale cerca di sostenere l’azione “digitale” delle Regioni con parecchie centinaia di milioni, che si vanno a sommare ai fondi regionali.
La tabella seguente è stata estratta dal documento programmatico Crescita Digitale e riporta i finanziamenti al digitale per i prossimi 6 anni.

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Un’azione imponente da 4,5 miliardi per far risalire l’Italia nella classifica digitale europea che attualmente ci vede arrancare agli ultimi posti, qualsiasi variabile venga analizzata (dalla velocità di download al numero di cittadini che utilizzano Internet…).

Riccardo Luna, Italian Digital Champion, nel recente convegno organizzato da Cisco, presentando alcune slide con inquietanti dati aggregati che testimoniavano la nostra arretratezza digitale (culturale & tecnologica), ha evidenziato come il “digitale” intervenga sul PIL e come la crisi economica sia più importante negli Stati digitalmente arretrati.

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Il documento programmatico “Strategia di Crescita Digitale 2014-2020” riporta soprattutto un metodo, un processo d’implementazione con precise responsabilità:
L’Agenzia per l’Italia digitale – AGID coordina l’attuazione (della Strategia di Crescita Digitale 2014-2020) con tutte le amministrazioni centrali e locali, e avvalendosi del supporto concreto e fattivo di tutte le Regioni e delle loro strutture sui territori.”
e ancora
“La titolarità della responsabilità dell’ADI è del massimo livello politico, il Presidente del Consiglio dei Ministri, anche attraverso il proprio Consigliere all’Innovazione, che la condivide con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, sulla base di espressa delega. A quest’ultima è assegnata la vigilanza sull’Agenzia per l’Italia digitale che è chiamata ad assicurare il conseguimento degli obiettivi dell’ADI attraverso il coordinamento delle amministrazioni statali e regionali. AgID assicura anche la necessaria integrazione fra la strategia nazionale e i piani operativi regionali per evitare l’eccessiva frammentazione degli interventi sperimentata in passato.”

Regione Lombardia: l’eccellenza nell’Agenda Digitale Italiana
L’eccessiva frammentazione degli interventi sperimentata in passato.” è stata vissuta in Lombardia, per esempio da Generazione Web, importante azione da 41 milioni di Euro, parte dell’Agenda Digitale Lombarda e concentrata sulla digitalizzazione degli Istituti di secondo ciclo (Medie Superiori).

Il Contesto della Didattica Digitale
Anche l’Italia, come gli altri Stati membri dell’Unione Europea, ha avviato negli ultimi anni diverse iniziative e progetti per rinnovare il sistema scolastico nazionale e diffondere l’innovazione digitale nelle scuole. In particolare, a partire dal 2008, il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) ha realizzato il piano “Scuola Digitale”, che concentrava l’attenzione su tre obiettivi chiave:

  • La diffusione di Lavagne Interattive Multimediali (LIM) nelle scuole;
  • L’allestimento di classi tecnologicamente avanzate (progetto “Cl@ssi 2.0”);
  • La realizzazione di un modello di didattica avanzato per le zone territorialmente disagiate attraverso il progetto “Isole in rete”.

Le azioni del piano sono state poi rafforzate nel Piano eGov 2012 (del 2009) e nell’Agenda Digitale Italiana (2012), ove è stato introdotto il nuovo “Piano Nazionale Scuola Digitale”, che prevede, oltre al rafforzamento delle linee precedentemente descritte, anche la costituzione di centri scolastici digitali per garantire l’offerta formativa anche in contesti territoriali svantaggiati, nonché l’introduzione dei testi scolastici digitali a partire dall’anno scolastico 2014/2015.
Le dotazioni tecnologiche nelle scuole statali risultavano, nell’anno scolastico 2013-14, in crescita in tutti i livelli scolastici e le tipologie di scuole.
La dematerializzazione dei principali processi ha ormai raggiunto la maggior parte degli istituti:

  • protocollo informatico 78,3%,
  • registro elettronico 58,2%,
  • comunicazione online scuola-famiglia 50,4%,
  • con la sola archiviazione elettronica dei documenti che rimane inferiore al 50% degli istituti (31,2%).

Le dotazioni multimediali riguardano sia i laboratori (78% connesso in rete, 58% dotati di LIM o proiettore interattivo), che le classi (rispettivamente il 46,5% e il 32%).
Le connessioni ad Internet ad alta velocità sono presenti nel 23% degli istituti del secondo ciclo e il 10% di quelli del primo ciclo.
Infine, il numero di studenti per PC è sceso a 7,8 (dagli 8,7 del 2012), con valori pari a poco meno di 10 unità per il primo ciclo e 5,7 per il secondo ciclo.
La recente proposta di riforma «La Buona Scuola» (la fase di consultazione pubblica https://labuonascuola.gov.it/ si è appena conclusa) aggiorna ed evolve anche i programmi di digitalizzazione sia della infrastruttura, sia della didattica digitale.

L’Azione di Regione Lombardia per la Didattica Digitale: Generazione Web Lombardia
Generazione Web Lombardia (GWL) nasce nel 2012 e si innesta nel secondo ciclo del PNSD Piano Nazionale Scuola Digitale che vede 3 assi di sviluppo:

  1. LIM in Classe: valido, come visto, soprattutto per la prima edizione del 2007;
  2. Classi 2.0: intende realizzare classi digitali dove le tecnologie e gli strumenti che gli studenti già usano per le proprie relazioni personali e sociali siano applicati e utilizzati nell’attività scolastica quotidiana. (asse totalmente aderente al driver di mercato BYOD Bring Your Own Device)
  3. Scuol@ 2.0, vuol modificare radicalmente l’ambiente di apprendimento, non più inteso soltanto come l’aula ma come l’istituzione scolastica nella sua interezza, in modo che le attività didattiche, curriculari e extracurriculari, consentano un apprendimento distribuito e focalizzato sullo studente.

GWL NON è stata un’azione efficace soprattutto perché totalmente decontestualizzata

  • dall’andamento del mercato ICT orientato alla formazione e alla didattica che vede il focus sulle soluzioni software (multipiattaforma e adattative) abilitanti servizi digitali evoluti che lo studente fruisce sempre e ovunque, in un concetto di #lean learning, sia in lezioni frontali in aula ma anche in videoconferenza e, in maniera asincrona, online da qualsiasi postazione e in ogni momento della settimana; lo studente accede –nella maggior parte dei casi dal proprio terminale, PC di casa o tablet che sia, comunque coerentemente al driver #BYOD- a contenuti multimediali organizzati in un percorso formativo interattivo che comprende strumenti quali, per esempio, i “poll” e i “questionari”, sviluppati coerentemente gli standard del settore (SCORM, Tincan, …);
  • dalle indicazioni dell’Agenda Digitale Lombarda stessa che, nel documento programmatico 2014-2020, recita: “va favorito lo sviluppo di nuove modalità di insegnamento che realizzino il pieno sfruttamento dei nuovi strumenti, troppo spesso oggi usati ancora in modo inadeguato, ricorrendo a competenze che non sono oggi presenti nel personale scolastico; vanno stimolate a immaginare e sperimentare modelli diversi dal vecchio laboratorio informatico; va favorita l’individuazione di nuovi “spazi” e “tempi” per la formazione che vadano oltre le aule fisiche e si spingano verso il mondo virtuale, la partecipazione on-line, la comunicazione asincrona. Nell’ambito dei processi formativi esistono molte iniziative sull’utilizzo delle tecnologie nell’ambito della didattica, dalle piattaforme per raccogliere i materiali del corso, alla consegna di elaborati degli studenti, alla gestione dell’organizzazione del corso. Si tratta di un primo passo che potrebbe poi portare alla sperimentazione di attività più innovative, quali la “flipped classroom” (Modalità d’insegnamento online delle materie tradizionali, con specifico focus sull’apprendimento asincrono e quindi dello studio da casa in sostituzione delle lezioni frontali classiche), in cui le ore in classe sono dedicate maggiormente al lavoro di gruppo e all’interazione e meno alle tipiche lezioni frontali, che potrebbero essere sostituite da materiale online;
    • bisogna incoraggiare l’autoproduzione, da parte di studenti ma anche di docenti, di nuovo materiale didattico e la sua condivisione in rete;
    • si deve favorire la realizzazione di reti scolastiche, il potenziamento dei portali scuola famiglia e dei servizi fruibili in rete;
    • occorre intervenire per digitalizzare i processi amministrativi gestionali della scuola sia nell’interazione con gli uffici delle PA (anche in termini di interoperabilità), sia con le famiglie.

Legato al mondo della scuola c’è quello dell’editoria scolastica che deve essere stimolata alla produzione di nuovi contenuti, che vadano ben oltre le attuali concezioni di “testo digitale”, nella direzione di veri ausili multimediali.
Inoltre GWL NON è stata un’azione efficace perché

  • NON esiste alcun criterio tecnico di valutazione dei progetti presentati;
  • NON esiste alcun criterio economico che misuri la sostenibilità e l’efficacia dei progetti presentati;
  • NON è possibile individuare nel Documento Programmatico alcun indicatore qualitativo e quantitativo riferibile al contenuto del Bando;
  • NON sono stati definiti i dati del livello di digitalizzazione di partenza né aggregati a livello regionale né a livello di singolo Istituto aggiudicatario del Bando;
  • NON è quindi misurabile in sè e NON si può misurare in quale misura il Bando GWL impatti sull’ADL.

Una notazione sull’ADL: il fatto che gli indicatori riportati dal Documento programmatico siano scarsi e generici, è una lacuna importantissima del documento stesso e quindi lascia interpretazioni vaghe della strategia che Regione Lombardia intende perseguire su Agenda Digitale; inoltre l’azione perpetrata da RL su ADL risulta scarsamente misurabile in termini sia di efficacia sia di qualità.

Processo
L’esperienza lombarda con Generazione Web Lombardia ha evidenziato come NON ci sia stato coordinamento tra la Direzione Generale “Istruzione, Formazione e Lavoro” e la Direzione Generale “Semplificazione e Digitalizzazione”, nella sua Unità Organizzativa Agenda Digitale, digitalizzazione e Innovazione della P.A., titolare dell’Agenda Digitale Lombarda.
Mancando questo coordinamento, NON c’è stata una corretta focalizzazione dei contenuti del Bando.
Essendo l’Agenda Digitale trasversale a tutte le attività (Sanità, Mobilità, Scuola, Giustizia, Procurement, Goverment, …) è fondamentale un coordinamento tra il titolare della “digitalizzazione” e le altre Direzioni Generali.
La figura del Digital Champion (Luna ha voluto un digital champion per Comune) è fondamentale per relazionare l’azione regionale con l’Agenzia per l’Italia Digitale che ha sia una visione nazionale della programmazione sia il ruolo di “project manager” per coordinare le azioni regionali.
Il quadro si completa con CNIPA, CONSIP, MEPA e i vari Ministeri (MISE, MEF e MIUR su tutti) ognuno con il proprio ruolo di goverment e procurement, come descritto nel documento di Crescita Digitale.
La redazione della Strategia di Crescita Digitale è stata impostata aperta, addirittura con una consultazione pubblica. È fondamentale che questa apertura sia nei fatti e che ogni Regione contribuisca con la propria esperienza e le proprie (buone) pratiche.
In conclusione, prima di farsi “male”, è opportuno che la Regione Lombardia si allinei in questo processo.
Infine una riflessione sui Bandi.
Considerando che, se si attua il processo sopra descritto, l’”asticella” tecnologica si alza, NON ha più senso emettere Bandi con finanziamenti parcellizzati e a pioggia.
Nel caso di Generazione Web i 41 milioni sono stati frammentati in tanti slot fino a 100.000€ destinati al progetto digitale di ciascun Istituto; così si perde la visione di sistema e si ha una forte probabilità che il progetto A non parli con il progetto B della scuola magari adiacente…

Definito il “piano industriale”, cioè cosa si vuole fare di digitale in un determinato settore, ha più senso che il Bando contribuisca e funga da acceleratore nel creare una rete di imprese che in maniera sinergica e organizzata faccia atterrare la quota parte di competenza regionale del piano industriale condiviso.

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Informazioni su alexcurti

se vuoi costruire una barca non radunare uomini per tagliare legna, impartire ordini e dividere i compiti, ma insegna loro la nostalgia per il mare vasto e infinito.
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